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Meditazione facile

Significato e obiettivi
Nella meditazione, la divisione illusoria, la falsa separazione creata dalla coscienza egoica tra l’individuo e l’universo viene a cadere. Non c’è più l’individuale o l’universale; c’è solo la vita.
La persona allora diventa la manifestazione in carne e ossa dell’unità e dell’integrità e così arriva a completare la crescita umana.


Nulla di nuovo da imparare [una spiegazione del dott. M.V. Bhole sulla meditazione]

“Quando parliamo di meditazione, non facciamo altro che riferirci a qualcosa che ha continuato ad avvenire, fin dal momento della nostra nascita.


Patanjali ci dà la sua visione di tutto il percorso meditativo e usa dei termini che abbiamo imparato a riconoscere, ognuno dei quali ha un suo specifico significato e indica un particolare stato di coscienza: dharana, dhyana, samadhi e samyama.


Non c’è nulla di nuovo da imparare, riguardo a questi stati di coscienza perché fanno parte di noi. Ci sono delle conoscenze che possiamo dire innate; per esempio, nessuno insegna al bambino a succhiare il latte perché lo sa già fare, nessuno insegna al bambino a piangere… Sorridere, piangere e altre attività, sono capacità che abbiamo fin dalla nascita.


Anche la meditazione è una capacità che ognuno di noi ha; ciò che è importante è l’oggetto della meditazione, su che cosa meditiamo.


Noi siamo sempre in uno stato meditativo o contemplativo e l’oggetto della nostra meditazione o contemplazione cambia secondo la nostra professione o dei nostri interessi; un uomo d’affari, continuerà a meditare su come aumentare i suoi profitti, un insegnante mediterà su come proporre meglio la sua materia agli alunni, e così via.


Possiamo, quindi, cominciare a pensare in questi termini: la meditazione è un comportamento innato ma lo Yoga ci consiglia di mettere Svarupa Dhyana (la nostra forma originaria), al centro di questo nostro stato di coscienza”. (dott. M.V. Bhole)


Programma annuale 2022-2023

  • Significato e obiettivi.
  • Gli elementi base.

  • Meditazione sull’essere.
  • La funzione dell’osservatore, Il corpo, il respiro, purificare le memorie.
  • Come praticare, come insegnare.

  • L’uso dei sensi nelle meditazioni tantriche.
    La luce, le forme, il suono, la musica, la tattilità, il profumo, il gusto.
  • Come praticare, come insegnare.

  • Le meditazioni nei principali testi della tradizione yoga.
    Patanjali yoga sutra, Vijnanabhairava, Hatapradipika.

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